SCUOLE DI LINGUE


E' prevista una formazione mirata e più breve di quella classica per scuole ed insegnanti di lingue straniere che desiderano imparare il metodo Tomatis per utilizzarlo come supporto nell'insegnamento delle lingue.
L'efficacia del metodo nel facilitare ed accelerare l'apprendimento di una lingua straniera è stata provata da molte ricerche, la più recente, una ricerca europea all'interno del Progetto Socrates partita dall'Università di Bologna, che ha coinvolto varie università ed istituti linguistici europei.


Bibliografia per saperne di più sul metodo Tomatis applicato alle lingue straniere:

A. Tomatis, Siamo Tutti Nati Poliglotti, Edizioni Ibis, Como-Pavia, 2003

A. Tomatis, L'Orecchio e il Linguaggio, Edizioni Ibis, Como-Pavia, 1995

L. A. Tomatis, L'integrazione delle lingue vive, pubblicazione reperibile presso il centro

U. A. Kaunzner, Audio-Lingua": pronunciation improvement through sound perception training, Seminaire Bruxelles 10-11 marzo 1997

Lemmer, K., Wissing, D.P., & Du Plessis, W. F. (2000), Audio-Psycho-Phonology as an aid to improve the pronunciation of the English Zulu-speakers: an evaluation. South African Journal of Language, 38, 113-132.

 

A richiesta possiamo inviare via mail articoli su Tomatis e lingue straniere.

Per informazioni sui corsi scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

 

 

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AUTISMO


Come per le altre sindromi legate ai disordini dello sviluppo, l'Orecchio Elettronico aiuta il bambino autistico per favorire la sua apertura verso il mondo

 

L’autismo è un disordine dello sviluppo che diventa evidente generalmente durante i primi tre anni di vita. Secondo l’Osservatorio Nazionale Autismo, che fa capo all’Istituto Superiore di Sanità, si stima che in Italia l’autismo si presenti approssimativamente in 1 bambino su 77 e appare in progressivo aumento. Esso è inoltre un disordine dell’integrazione sensoriale e della comunicazione.

Per Tomatis l'autismo è una sorta di "generico multiforme" per il quale esiste sicuramente un tronco comune ma anche mille e un dettaglio che suscitano altrettanti quadri clinici così quanti sono i bambini autistici e che mettono in evidenza altrettante disorganizzazioni relazionali nella vita di coloro che ne sono coinvolti. Tomatis evita di entrare nella discussione circa l'organicità o meno di questa sindrome come pure non parla di eventuali fattori genetici. Egli punta subito all'essenziale mettendo in evidenza l'elemento maggiore dell'autismo e che si ritrova a essere in stretta relazione con il suo lavoro. Questo elemento, questo segno essenziale è il seguente:

il bambino autistico non ascolta

In un suo scritto sull'autismo del 1986 Tomatis spiega il suo punto di vista sulla sindrome, facendo notare che importa poco sapere perché il bambino autistico non ascolta.

Egli ha un buon udito sicuramente, così almeno mostra, ma in qualche modo, da qualche parte si cela un rifiuto ad ascoltare. Rifiuto non voluto, sia ben chiaro. Le conseguenze di ciò però non si fanno attendere. Rifiutando di ascoltare, cioè di integrare il linguaggio, il bambino vivrà in un universo nel quale la parola sarà esclusa. […] In questo modo l'autistico vive intensamente e paradossalmente in un mondo acustico-sonoro nel quale ogni significato semantico è eliminato. Benché possa udire una mosca volare, egli non è capace di percepire il suo nome quando lo si pronuncia anche standogli vicino. Le cose avvengono come se ci fosse uno sfaldamento tra il sentire e il percepire. L'azione passiva, quella che lo lascia immerso nei suoni, sussiste a volte in maniera anche eccessiva, mentre il passaggio verso la vigilanza, da dove emergerà la coscienza, non si realizza. […] Gli autistici sono assaliti da tantissime stimolazioni senza che alcuna di esse entri in una strutturazione categoriale. Sentono ma non ascoltano. Guardano ma non vedono. Producono dei suoni ma non parlano. Il loro mondo circostante è paradossale, senza fili conduttori, senza una sintesi nei passaggi da un avvenimento a un altro. Questi bambini si rassicurano alla loro maniera attraverso degli stereotipi che li fissano su sé stessi dando contemporaneamente loro una parvenza di realtà comportamentale.

Il mondo si presenta a essi senza unità, senza sviluppo. La loro visione è fatta di una successione di cliché separati. I suoni si manifestano come delle sequenze ripetitive senza che nessuna di esse riesca ad avere alcun riferimento alla parola. Se anche una sola parola fosse percepita semanticamente, la sindrome sparirebbe. Non si tratta, come purtroppo si vede spesso, di addestrare un bambino a pronunciare delle parole.

L'esperienza clinica con un grande numero di bambini autistici ha portato Tomatis a pensare che quello che bisogna stimolare in essi è il desiderio di comunicare. E questo desiderio, così profondamente radicato nell'uomo, si aggancia su uno degli organi più precoci nel loro sviluppo che è l'orecchio.

Il lavoro con il metodo Tomatis consiste nel cercare di suscitare il desiderio di comunicare tramite il risveglio dell'ascolto. Con l'invio di suoni appositamente studiati e fatti passare attraverso l'Orecchio Elettronico il bambino è invitato acusticamente a ripercorrere le tappe del proprio sviluppo psicoaffettivo per favorire la ritessitura della trama comunicazionale.

Tra le reazioni constatate, quelle della vita neurovegetativa sono in genere le prime a manifestarsi e in maniera sensibile:

  • il sonno diventa più tranquillo, con attenuazione e spesso sparizione di incubi
  • l'appetito si normalizza; il bambino che mangiava poco si mette a mangiare di più mentre quello che divorava chiede meno cibo. Inoltre, tende a essere meno selettivo sui cibi.

 Altre cose si modificano sul piano del comportamento:

  • il bambino in generale diventa più affettuoso, in primis con la madre. Cerca il contatto, ama mettersi sulle ginocchia, carezzarla. Accetta più facilmente di essere toccato.
  • a volte, al contrario può accentuarsi il rigetto della madre, senza capirne le cause e senza che il bambino sappia perché.
  • di tanto in tanto il bambino autistico si mette a piangere in maniera disperata. Questo passaggio è importante e bisogna lasciarlo fare. Non sa perché piange. Questi pianti però riescono a fargli sormontare uno stato di dolore. Si consola lui stesso per il fatto stesso di piangere.

 

Le persone autistiche soffrono spesso di dolore a causa delle loro ipersensibilità multiple. Molte di esse sono ipersensibili ai suoni. L’intensità del dolore può essere a volte insopportabile. Alcuni indicatori di questa ipersensibilità sono:

  • coprirsi le orecchie con le mani
  • scoppi di collera, dovuto alla frustrazione di dover combattere costantemente con i suoni
  • ripetizione delle stesse parole, frasi o affermazioni. Probabilmente un modo per calmarsi o stabilizzarsi di fronte a una massa di suoni percepiti come intensi o confusi.

Tomatis spiega questa ipersensibilità con il fatto che questi bambini sono più sensibili al suono attraverso la conduzione ossea e cutanea che attraverso la via timpanica (via aerea). I suoni raccolti dal corpo però arrivano al cervello senza essere filtrati, creando così un "rumore", che, senza il corrispettivo timpanico, diventa irrilevante e va a incrementare il rumore di fondo che aggredisce il bambino. Così, quando si lavora con persone con sindrome autistica, ipersensibili ai suoni, la prima cosa che si cerca di fare è di bilanciare la conduzione ossea rispetto alla percezione timpanica. In questo modo i suoni possono essere elaborati in maniera più efficace.

Poiché tutti i nostri sensi sono correlati tra loro, succede spesso che riducendo l’ipersensibilità ai suoni, si attenuino altre ipersensibilità come quella mostrata dalla difesa tattile, dall'evitamento oculare e l’avversione verso cibi con diverse sfumature di sapori.

Diventa chiaro così che la riduzione dell’ipersensitività e la regolazione dell’integrazione sensoriale sono tappe chiave nell’aiutare il bambino autistico a riconnettersi alla sua famiglia e al suo ambiente, inducendolo a uscire progressivamente dal suo guscio protettivo. Questo miglioramento dell'integrazione sensoriale permetterà inoltre al bambino di rispondere meglio ad altre terapie che prima risultavano inefficaci proprio per la mancanza di una possibilità di contatto attraverso i sensi.

Tra le ricerche scientifiche sull'efficacia del metodo Tomatis nei problemi di autismo è da segnalare quella svolta dalla dr.ssa Joan Neysmith-Roy del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Regina (Canada). Si tratta di uno studio in doppio cieco con sei bambini (maschi) diagnosticati autistici profondi. Lo studio ha confermato l’evidenza clinica che i bambini autistici traggono beneficio dal metodo Tomatis. Alla fine del trattamento, tre (50%) di questi bambini hanno mostrato cambiamenti significativi nel comportamento. Di essi, uno non è stato più considerato autistico; gli altri due sono passati da una forma di autismo profondo ad una forma di autismo più lieve. Gli altri tre bambini non hanno mostrato cambiamenti significativi. Di particolare interesse è stato, che cinque dei sei bambini trattati hanno mostrato anche un significativo miglioramento nei comportamenti dell'area prelinguistica, come l'adattabilità al cambiamento, la capacità di ascolto, la comunicazione non verbale e la capacità di risposta emotiva.

Molte famiglie di bambini autistici hanno notato che il metodo Tomatis porta ad una migliore qualità della vita grazie alla stimolazione dello sviluppo dei prerequisiti dell'apprendimento, rendendoli più capaci di beneficiare dei programmi specializzati di socializzazione e di educazione. 

 



Bibliografia per saperne di più sul metodo Tomatis applicato all'autismo:

• Tomatis A., Considérations sur l'autisme, Paris, Centre Tomatis 1986

• Tomatis A., L'orecchio e la vita. Ibis, Como-Pavia, 2013
 

• Neysmith-Roy, J. M. (2001). The Tomatis method with severely autistic boys: individual

  case studies of behavioral change. South African Journal  of Psychology, 31 (1), 19-28. 

• Kershner, J., Cummings, R., Clarke, K., Hadfield, A., & Kershner, B. A. (1986). Evaluation of the

  Tomatis Listening Training Program with learning disabled children. Canadian Journal of Special

  Education, 2, 1-32. 

• Kershner, J.R., Cummings, R.L., Clarke, K.A., Hadfield, A.J., & Kershner, B.A. (1990). Two-year

  evaluation of the Tomatis listening training program with learning disabled children. Learning

  Disabilities Quarterly, 13, 43-53.


 

 

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DISLESSIA E PROBLEMI DI APPRENDIMENTO

 

La percentuale di alunni in difficoltà scolare è ogni anno sempre più alta. Come alta è la percentuale di allievi che in prima media ha ancora difficoltà di lettura.

Per Alfred Tomatis, otorinolaringoiatra e specialista dei problemi di ascolto e di linguaggio, la maggior parte dei bambini che non sanno leggere, scrivere o contare correttamente soffrono di problemi legati all’ascolto..


Che cosa si intende per difficoltà scolastiche?


Sotto il termine di difficoltà scolastiche si ritrova la famiglia dei dis: discalculia, disortografia, disprassia, disgrafia, e tra questi la più conosciuta e corrente è la dislessia. A questi problemi specifici, sono quasi sistematicamente associati problemi  di attenzione-concentrazione-memoria. A questo quadro si aggiunge spesso un disagio emotivo comportante in molti casi una perdita di motivazione, di fiducia in se stessi, ma anche dei problemi di comportamento e di socializzazione.

In questo elenco di difficoltà possiamo trovare anche le recenti definizioni di ADD (disturbo dell’attenzione) e ADHD (disturbo dell’attenzione ed iperattività).


Quale è dunque il legame tra tutto questo e i problemi uditivi o meglio i problemi di ascolto?


Attraverso le sue ricerche il professore Tomatis ha messo in evidenza il ruolo fondamentale che l’orecchio ricopre nello sviluppo del linguaggio parlato, ma anche di quello scritto.

Se facciamo attenzione, tutti i problemi indicati sopra sono relativi al rapporto che il soggetto ha con il linguaggio.

Il linguaggio si fissa nel nostro sistema nervoso attraverso la percezione acustica. Più chiara ed efficace è questa percezione, più nitida e precisa sarà la fissazione del linguaggio nel cervello del bambino.

La base fisica su cui il linguaggio si appoggia è di tipo acustico.

Da Tomatis sappiamo che noi parliamo come ascoltiamo, (Effetto Tomatis provato alla Sorbona nel 1957: l'apparato fonatorio emette le frequenze che l'apparato uditivo riesce a percepire) per lo stretto legame che esiste tra orecchio, cervello e apparato fonatorio. La chiarezza dell’esposizione orale dipende dalla fedeltà percettiva. Per fedeltà percettiva si intende non soltanto un udito nella norma (percepire i diversi suoni dell’udibile ad un livello normale di volume), ma a questo aspetto quantitativo (volume) deve abbinarsi una nitidezza e pulizia dei suoni (chiamiamolo volgarmente hi-fi uditivo). Se questa nitidezza è precaria, l’allievo può avere delle difficoltà nella comprensione e quando non le mostra è perché riesce a compensare bene il deficit con un sforzo intellettivo, sforzo che però toglierà energia ad altri settori della sua vita.

L’attenzione dipende dalla capacità di ricevere con chiarezza i suoni del linguaggio. Inoltre le frequenze acustiche corrispondenti al linguaggio devono essere percepite con maggiore forza rispetto alle frequenze dei suoni gravi che veicolano i rumori di fondo. Se l'orecchio tende ad essere più sensibile ai suoni gravi, saranno questi a prevalere nella percezione e ad attirare spontaneamente l'attenzione.

Paradossalmente, l’alunno che si distrae al minimo rumore, è “attento”, ma al rumore di fondo più che alla voce dell’insegnante, perché è quest’ultima a passare nello sfondo.

Nell’allievo attento l’orecchio si sintonizza spontaneamente e senza sforzo sui suoni linguistici e mette nello sfondo il resto, a mo’ di un equalizzatore che aumenti le frequenze acustiche che interessano e attenui quelle che non interessano.

L'allievo poi, riesce a memorizzare più facilmente e più spontaneamente parole e frasi, quando queste arrivano chiare al cervello.

E’ quello che succede anche nell’apprendimento di una lingua straniera. A partire dal momento che l'allievo inizia a percepire con chiarezza i suoni che prima erano estranei, migliorerà la pronuncia, ricorderà con facilità parole e frasi ed applicherà le regole grammaticali e sintattiche con automatica spontaneità, come aveva iniziato a fare da piccolo con la propria lingua.

Da tutto ciò discende la seguente sequenza:

Suono nitido – facilità di memorizzazione - facilità di pronuncia e di esposizione orale.

Nella lettura si tratterà poi di avere già chiaro in testa il suono che il segno grafico rappresenta e il suono sarà chiaro se l’ascolto lo permette. In caso contrario l’apprendimento della lettura sarà un procedere esitante, costellato di dubbi che si denotano nel procedere per tentativi. Notiamo la stessa cosa quando cerchiamo di leggere in una lingua straniera della quale ancora non abbiamo integrato i suoni e la pronunciamo nell’unica maniera che il nostro ascolto ci permette, quello della nostra lingua madre e che si rivela nel nostro forte accento italiano, se siamo italiani. Questo ascolto non aperto sulle frequenze della lingua non va ad inficiarne solo la pronuncia, ma tutte le strutture ad essa legate: gestione spontanea e veloce di grammatica e sintassi durante l'eloquio, lettura, scrittura, ideazione. Oltre a produrre un notevole dispindio energetico per lo sforzo di compensazione intellettiva.

Per un approfondimento dei legami tra ascolto, lettura, scrittura e comportamento, consigliamo vivamente di leggere l’importante testo di Tomatis “Educazione e Dislessia”.

Il percorso inverso avviene nelle difficoltà di scrittura dove la parte vestibolare dell’orecchio interno è coinvolta per gestire i movimenti della mano in questo caso e in generale di tutto il corpo. La coclea, che analizza i suoni e permette la decifrazione dei suoni contenuti in ogni singola lettera, è in stretta relazione con il vestibolo per aiutarlo nella programmazione dei movimenti della mano nello scrivere.

La qualità e il tipo di suoni che investono la coclea hanno un’influenza diretta sulla programmazione vestibolare e sulla comunicazione veloce tra suono e movimento della mano. Per capire la dipendenza della motricità dai suoni percepiti basta osservare la differenza di movimenti, postura e mimica facciale nelle diverse lingue o nei diversi dialetti. Il bagno acustico in cui sono immersi i parlanti un determinato idioma condizionerà attraverso il gioco cocleo-vestibolare il loro assetto statico e dinamico, al fine di ottenere le migliori tensioni muscolari per un’ottimale produzione verbale in quell’idioma. Una difficoltà di ascolto si può tradurre in problemi di linguaggio parlato ma anche in un problema di linguaggio scritto o di lettura.


Il test d’ascolto del professore Tomatis

Il professore Tomatis ha elaborato un test che permette di mettere in evidenza la presenza e la natura di possibili distorsioni dell’ascolto come: difficoltà di analisi dei suoni (più acuti o più gravi), difficoltà di localizzazione dei suoni, distorsioni uditive, ipersensibilità uditive, iposensibilità uditive, problemi di lateralità uditiva etc….

E’ facile comprendere come queste distorsioni dell’ascolto vadano ad avere delle conseguenze a cascata sulle capacità di apprendimento e di comunicazione in generale:


distorsioni nella percezione dei suoni


difficoltà di comprensione

difficoltà di riproduzione verbale (linguaggio)

difficoltà nella decodifica (lettura)

difficoltà nella restituzione scritta (scrittura)

difficoltà di concentrazione e di memorizzazione

difficoltà di comunicazione



Questo approccio alle difficoltà di apprendimento è confermato dal fatto che la ricerca di eventuali problemi dislessici viene effettuata con l’aiuto di test di analisi dei suoni.

Per esempio, un bambino che ha una difficoltà a differenziare alcuni suoni tra loro simili come  “si” e “sci”, avrà molte probabilità di riprodurre questa confusione nel processo di lettura e di scrittura.

Le difficoltà di ascolto possono anche rivelare un scarsa integrazione corporea, cioè problemi di coordinazione e di movimenti impacciati. E’ la parte vestibolare dell’orecchio interno che gestisce questa funzione, tenendo sotto il suo controllo tutti i muscoli del corpo. Abbiamo visto che in funzione del tipo di bagno sonoro in cui siamo immersi, la nostra lingua, con le sue frequenze ed i suoi ritmi, ci porta ad avere una determinata mimica, postura e motricità.

Un altro aspetto importante dell'ascolto è la gestione del controllo linguistico attraverso il circuito dell'orecchio destro, il quale è collegato più direttamente con il centro di gestione del linguaggio situato l'emisfero sinistro. L'orecchio sinistro fornirebbe invece un controllo globale dell'informazione e veicolerebbe i contenuti emozionali del messaggio linguistico. Alcuni bambini, per mettere a distanza l'interlocutore utilizzano per ascoltare i circuiti dell'orecchio sinistro, allungando il circuito di passaggio del segnale e i tempi di comprensione e di risposta.


L’Audiopsicofonologia aiuta i bambini in difficoltà scolare.
La rieducazione dell’ascolto consiste a far lavorare i muscoli dell’orecchio al fine di correggere le distorsioni. Questa stimolazione viene effettuata con l’aiuto di musica fatta passare attraverso un’apparecchiatura elettronica che filtra le frequenze in maniera che l’orecchio si trovi alternativamente in attività e in riposo. E’ questa vera e propria ginnastica che obbliga l’orecchio a mettersi in attitudine di ascolto. Dei filtri acustici programmabili, stimolano poi l’orecchio a diventare più sensibile ale frequenze a cui è momentaneamente refrattario e a riequilibrare il lavoro reciproco tra orecchio destro e orecchio sinistro per riportarli alla loro funzione originaria, per il destro la gestione del controllo linguistico, per il sinistro il controllo globale dell'informazione.

La musica di Mozart e i Canti Gregoriani sono stati scelti da Tomatis per il loro effetto dinamizzante e rilassante. La registrazione della voce materna è anche a volte utilizzata nel corso della rieducazione.

Praticamente, la maggior parte dei trattamenti di rieducazione audiopsicofonologica consistono in un primo periodo di 30 ore di sedute distribuite su circa 10-15 giorni, seguito da due periodi di 20 ore ciascuno, intervallati da una pausa di integrazione che può variare da 3 a 8 settimane.


I risultati


I principi dell’Audiopsicofonologia sono riconosciuti e applicati a livello internazionale. Alcuni paesi europei hanno incluso il metodo di rieducazione all’ascolto tra le terapie rimborsabili dal loro sistema sanitario.
Le statistiche ottenute a partire da 530 questionari inviati da 30 centri che applicano il metodo Tomatis in Europa, mostrano che l’89.94% dei genitori che hanno fatto seguire ai loro figli un percorso di audiopsicofonologia l’hanno giudicato benefico.

I progressi osservati sono sul piano della concentrazione, della memoria, della lettura, dell’ortografia, della scrittura e della motivazione.

L’integrazione corporea migliora e l’energia personale è meglio canalizzata. Infine il bambino realizza se stesso e le sue potenzialità, diventando più sicuro e autonomo.

 


Per approfondimenti consultare
:

Tomatis, A.A. . Detection of dyslexia among pre-school children. Paper presented at the National Congress of the South African Society for Education, January 1976

Tomatis A. A., Educazione e Dislessia, Edizioni Omega, Torino, 1977

Madaule P., Il mondo della dislessia, Intervento al convegno "Listening and Learning", Toronto 1978

Tomatis, A.A., The Ear and Learning Difficulties, Paper presented at the Quebec Association for Children with Learning Problems, March 1979

Du Plessis, W.F. & Van Jaarsveld, P.E. "Audio-psycho-phonology: A comparative outcome study on anxious primary school pupils”, South Africa Tydskr. Sielk, 1988 (Journal of Psychology), 18:4, 144-151

Campo C., Introduzione al Metodo Tomatis, Università degli Studi di Ferrara, 2002

Tomatis A. A., Le Difficoltà Scolastiche, Edizioni Ibis, Como-Pavia, 2011

Campo C., Difficoltà scolastiche e disturbi uditivi, Riza - Figli Felici, aprile 2013

 

 

 

 

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UN VALIDO AIUTO PER STRESS E ANSIA

Oltre all'evidenza clinica, varie ricerche scientifiche hanno convalidato il metodo Tomatis come tecnica efficace nell'aiuto all'ansia e alla depressione

 

In medicina e psicologia viene chiamato stress ogni causa (fisica, chimica, psichica, ecc.) capace di esercitare sull'organismo, attraverso un'azione prolungata, uno stimolo dannoso, provocandone di conseguenza la reazione. Con lo stesso nome si indica anche, ed è sotto questa forma che il termine è conosciuto, la risposta psicofisica agli stimoli stressanti. Ogni persona poi risponde in maniera diversa a questi stimoli stressanti. Alcuni soggetti lo fanno con manifestazioni ansiose che possono essere di tipo fisico come l'aumento della frequenza cardiaca, disturbi di stomaco, mani sudate, etc., altri invece attraverso sintomi psicologici che possono comprendere sentimenti di disagio, preoccupazione e nervosismo. È normale sperimentare dell'ansia nella propria vita. Se però questa esperienza ha un impatto significativo sulla vita della persona, è possibile che essa arrivi a soffrire di un disturbo d'ansia.

 

Tomatis e l'ansia

Il programma con il metodo Tomatis come aiuto per l'ansia si concentra su due aree significative coinvolte nelle emozioni.

Una di esse è il talamo. Esso è una massa nervosa situata a livello subcorticale, ricettacolo di tutte le tensioni, soprattutto quelle provocate dai problemi relazionali. Quando il talamo è sovraccarico di tensioni, offre una resistenza eccessiva alle nuove informazioni per evitare che risveglino i vecchi traumi. Questo comporta però che l'informazione rischi di arrivare alla corteccia in maniera incompleta. I suoni filtrati fortunatamente hanno la capacità di attraversare la barriera talamica ed arrivare alla corteccia vivificandola grazie alla forte presenza di frequenze elevate e alla scarsità di semantica emotiva. Ciò produce un aumento di vigilanza e un risveglio della coscienza. Il talamo, non facendo più da barriera, permette alla zona frontale della corteccia di essere inondata di stimoli dando così al soggetto la possibilità di dare ai problemi iniziali la loro reale dimensione. Come conseguenza si avrà un allentamento delle manifestazioni ansiose fisiche e psichiche. Questa riduzione della "tensione" viene aiutata da un'altra azione importante del metodo Tomatis sull'altra area significativa per le emozioni, il sistema nervoso autonomo o SNA.

Il sistema nervoso autonomo è costituito da due parti tra loro complementari:

  • sistema simpatico, che ha il compito di gestire le azioni di risposta in presenza di fattori stressanti.  Ad esempio, nel caso di un attacco, l'azione o la fuga
  • sistema parasimpatico che agisce sul recupero delle energie attraverso il sonno, il riposo, la funzione digestiva

Abbiamo visto in precedenza che un ramo del sistema parasimpatico, il nervo vago, arriva fino alla membrana timpanica rendendo in questo modo la percezione acustica un polo sensibile per la regolazione neurovegetativa. La migliorata tensione timpanica ottenuta attraverso il training d'ascolto produce un'attenuazione dell'eccitazione vagale inducendo di riflesso un riequilibrio tra sistema simpatico e sistema parasimpatico, che si andrà a riflettere positivamente sulle manifestazioni organiche e emotive dell'ansia riducendole o eliminandole.

La chiara e migliorata percezione delle frequenze acute e la regolazione vagale sono i due più importanti, anche se non i soli, punti di impatto del lavoro con l'Orecchio Elettronico sull'ansia e il nostro equilibrio emotivo. Non bisogna sottovalutare che una migliorata percezione di sé e del mondo esterno permette al nostro sistema nervoso di percepire l'ambiente come meno aggressivo e pericoloso riducendo in maniera significativa le risposte automatiche di messa in tensione dell'organismo in mancanza di fattori oggettivamente stressanti.

I benefici delle sedute con il metodo Tomatis sull'ansia si possono sintetizzare in:

  • un'aumentata risposta di rilassamento
  • un miglioramento dell'equilibrio emotivo
  • una riduzione dei sintomi correlati all'ansia
  • una maggiore apertura e una migliorata reattività agli altri interventi terapeutici se necessari

Ricerche effettuate in cliniche e istituti universitari hanno dimostrato l'efficacia del metodo Tomatis nella riduzione dello stato ansioso.

Il professore Du Plessis del Dipartimento di Psicologia dell'Università di Potchefstroom in Sudafrica ha studiato l'impatto della rieducazione dell'ascolto su 20 studenti universitari ansiosi. La metà di loro ricevette 30 ore di sedute con l'Orecchio Elettronico. L'altra metà era il gruppo di controllo. Al test finale, il livello di ansia del gruppo Tomatis era diminuito in maniera statisticamente significativa mentre non era cambiato nel gruppo di controllo. Inoltre, il punteggio del test "Purpose in life" (Realizzazione personale) somministrato insieme al test dell'ansietà era aumentato significativamente nel gruppo Tomatis ed era invece diminuito nel gruppo di controllo. Un controllo a distanza di 14 mesi dimostrò che il gruppo Tomatis aveva mantenuto il suo livello ridotto di ansia e quello di autorealizzazione era aumentato in modo significativo. Nessun cambiamento venne rilevato nel gruppo di controllo.

Il fenomeno di diminuzione dell’ansia e l’effetto di rilassamento ottenuto grazie alle sedute Tomatis sono stati studiati anche presso gruppi di donne in gravidanza nei reparti di maternità dell’ospedale di Vesoul e dell’ospedale Foch di Suresnes in Francia. Nelle due maternità, il tasso di ansietà, misurato con la scala di valutazione dell’ansia di Hamilton è diminuito in maniera molto significativa a seguito delle sedute Tomatis.

Il dottor Klopfenstein, capo del servizio di ginecologia della Clinica Universitaria di Vesoul, che ha diretto la ricerca, nelle sue conclusioni riferisce che il metodo Tomatis diminuisce il livello dell'ansia delle partorienti con un effetto diretto sulla dilatazione e sul rilassamento. Il parto è più semplice e veloce e le donne stanno meglio con se stesse e col loro corpo.

 

Tomatis e la depressione

La depressione è un abbassamento del tono dell'umore dovuto a svariate cause. Essa viene giudicata non normale e quindi di competenza psichiatrica quando sia di intensità e durata eccessive oppure si presenti in circostanze che secondo il buon senso non la giustificano.

Così come dalla psicologia e dalla psichiatria viene data una spiegazione della differenza tra malinconia e depressione, così Tomatis, partendo dalle osservazioni cliniche effettuate su migliaia di pazienti delinea una descrizione dei due disturbi dal punto di vista audiopsicofonologico.

  La depressione per Tomatis è caratterizzata da:

  • mancanza di energia
  • voce senza modulazione
  • frequenze del linguaggio disinvestite a profitto delle frequenze gravi che stimolano il vestibolo (corpo)
  • povertà di pensiero
  • preoccupazione del corpo e preoccupazioni ipocondriache
  • pensiero vuoto
  • ritiro sociale
  • cattiva postura
  • difficoltà di concentrazione
  • sovrainvestimento della sessualità

 

La malinconia invece per Tomatis è caratterizzata da:

  • eccesso di energia
  • voce acuta
  • zona del linguaggio disinvestita a profitto dell'immaginazione
  • pensiero delirante
  • predominanza del pensiero senza legame al corpo à delirio
  • corpo assente
  • difficoltà di concentrazione
  • disinvestimento della sessualità

La spiegazione che dà Tomatis della depressione non è così lontana da quella dei classici. Per lui il depressivo è un incredulo del linguaggio: gli passa a fianco, risponde costantemente "sì, ma" e "io". Il depressivo è "sordo" nel senso che non ha più abbastanza ricarica corticale per relativizzare tutto quello che c'è nel talamo. Egli è nella situazione di chi ha le sue riserve affettive inquinate da un eccesso di informazioni che non riesce a districare. Perché acceda alla coscienza (corteccia), bisogna che l'informazione che va dalla coclea alla corteccia passi per il talamo. I suoni filtrati attraversano il talamo e raggiungono la corteccia agendo come stimolatori permettendo una presa in carico di sé. In questo senso i suoni filtrati possono agire positivamente sia nei casi di malinconia (relativizzazione degli affetti) che di depressione (ricarica corticale).

Ricerche effettuate presso il Dipartimento di Psicologia dell'Università di Potchefstroom nel Transvaal hanno mostrato come il metodo Tomatis possa essere un valido aiuto nei casi di depressione. In particolare, uno studio di Botes su tre pazienti depressivi ha mostrato, dopo le sedute di audiopsicofonologia, un punteggio più alto nella S.A. Wechsler Intelligence Scale, una riduzione della depressione nel Beck Depression Inventory, un miglioramento delle relazioni interpersonali, nell'auto-controllo e nella autostima nel TAT e nel Rorschach. Questo studio ha anche mostrato l'importanza del test d'ascolto per la preparazione del programma più adatto ai bisogni specifici del paziente.

 

Wynand F. Du Plessis, Pieter. E Van Jaarsveld, Audio-Psycho-Phonology: A Comparative Outcome Study on Anxious Primary School Pupils,  South Africa Journal of Psychology, 1988, vol 18, 4, pp. 144-151

Alfred Tomatis, Nove mesi in paradiso. Storie della vita prenatale, Como-Pavia, Ibis 2007, (Neuf mois au paradis. Histoires de la vie prénatale, 1989)

Wynand F. Du Plessis, Pieter. E Van Jaarsveld, Audio-Psycho-Phonology at Potchefstroom: A Review, South African  Journal of Psychology, 1988, vol 18, 4, pp. 136-143

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