ONLINE: FORMAZIONE NUOVI TERAPISTI 2022 IN ITALIANO

ONLINE: Training course for new therapists in audio-psycho-phonology 2022 in english

 

 

Updating webinar for therapists in audio-psycho-phonology - Tomatis Method

In english, 11th - 12th – 13th November 2022

The seminar will be held online with times to be agreed with students

 

 

Thus wrote Alfred Tomatis in 1977, in the first edition of his autobiography "L'oreille et la vie", on page 284:

"My work has been much plagiarized, much plundered, but I harbor no bitterness for it. I would even say that if the counterfeit of the devices I developed could be used to cure more patients, I will applaud the first. What annoys me, what pains me, is that most of the forgers do not just use the ideas of others; they still want to testify to the face of the world of their own genius - like a painter who, wishing to plagiarize the Mona Lisa, would add a big hat and umbrella to it because in his opinion "that's good". As a rule, these scroundrels worked in vain: recording very few therapeutic successes, they did not make a fortune as they hoped. This manifestation of a kind of immanent justice can be explained, once more, by the lack of modesty of the plagiarists, who could not simply reproduce the model purely and simply. Assured to be much smarter than the inventor himself, they wanted to beat him on his own ground. Each time, it is this concern of "improvement", based on a lack of knowledge of the psychophysiological realities, which caused their defeat"

 

 

 Seven main topics

 

Interpretation of the listening test from the following point of view: linguistic, psychological, musical and psychomotor

How to program a cycle of sessions with Electronic Ear according to the needs of the client and his listening test

Working with school problems

Electronic Ear and foreign languages. How to use it

The Tomatis method for singers, musicians and speakers

Programs and devices to help motricity problems and psychomotor disorders

The Tomatis method after Alfred Tomatis and state of the art 2022

 

Also, different acoustic parameters on the Electronic Ear are useful to help acoustic and motoric aspect of speaking, singing and instrument playing.

We can use Italian, German, Russian, Hebrew, French and other languages’ parameters to help: musicality, singing and playing in tune, arm weight and pressure in playing string instruments, increased speed in violin fingering and more...  

 

The seminar is open to all audio-psycho-phonology therapists.

It is also open to musicians or therapists interested to know how Tomatis method works.

The seminar will be held online in English by Concetto Campo, pupil of Alfred Tomatis, 

Friday 11th – Saturday 12th – Sunday 13th November 2022

 

From 4,30 pm to 7,30 pm on Friday, from 9 am to 1 pm and from 2,30 pm to 6 pm on Saturday and from 9 am to 1 pm on Sunday 

 

The course costs € 350,00

Discounts:

€ 310,00 if I pay by 20th of August 2022

€ 330,00 if I pay by 30th of October 2022

Click here to book

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For information on how to book the seminar, please write an e-mail to:

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or call +393356206275

 

 

 

 


L'EFFICACIA DEL “SISTEMA TOMATIS DI ALLENAMENTO ALLA PERCEZIONE SONORA” NELL'APPRENDIMENTO DELLE LINGUE.


Ricerca realizzata (1993 -1996) nell’ambito del programma europeo

SOCRATES presso alcune università europee.


La ricerca è stata condotta su: "l'accelerazione e l'approfondimento - con supporto di uno strumento elettronico - della comprensione uditiva e dell'espressione orale di una lingua straniera" Progetto Audio - Lingua.


Il materiale utilizzato è stato il “Sistema Tomatis" di Allenamento alla Percezione Sonora


Questa ricerca è stata iniziata dall'Università di Bologna - Italia.

Progetto Audio - Lingua:

partito nel 1993 (no 92-09/0775/I-VB)

1994 (no 93-09/1289/I-VB)

1995 (no 94-09/1768/I-VB)

 

Gli organismi e le istituzioni ufficiali che hanno supervisionato, partecipato e convalidato questo programma di studio e di ricerca sono:

*Bureau Lingua (denominato a partire dal 1996: Bureau d'assistance technique Socrates),

Bruxelles - Belgio

*Università di Bologna - Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori.

(SSLIMT) - Italia;

*Katholieke Vlaamse Hogeschool, Antwerpen - Belgio;

*Gerhard Mercator Universität, Duisburg - Germania;

*Università La Sapienza, Roma - Italia;

*Università Cattolica Del Sacro Cuore, Milano - Italia;

*Universidad de Zaragoza, Zaragoza - Spagna;

*CITO (National Institute for Educational Measurement), Arnhem - Olanda;

 

Metodo

Ogni università ha costituito 3 gruppi:

1- Gruppo “STAPS": questo gruppo lavora con l'Orecchio Elettronico su un corpus che permette di allenarsi alla pronuncia, ma senza alcuna assistenza di insegnanti.

2-Gruppo Controllo: questo gruppo lavora in laboratorio di lingua tradizionale su un corpus che permette di allenarsi alla pronuncia con l'assistenza permanente di un insegnante.

3-Gruppo O: questo gruppo lavora senza alcun esercizio specifico sulla pronuncia; segue i corsi corsi di lingua secondo la prassi normale in vigore nella sua università.

Ciascuno dei gruppi seguiva i corsi di lingua in vigore nella sua università.

 

Risultati

 

I risultati di questa ricerca convalidano il “Sistema Tomatis di allenamento alla percezione Sonora" come strumento affidabile e complementare dei sistemi d'insegnamento utilizzati nelle università che hanno partecipato all'esperienza AUDIOLINGUA.

Da questi risultati si evince che:

Il metodo S.T.A.P.S. permette di ridurre in maniera molto significativa il tempo di apprendimento e di conseguenza lo sforzo di concentrazione e la fatica dello studente; ciò risulta dall'attivazione di una più grande capacità di analisi e di differenziazione dei suoni.

La sua azione sugli aspetti percettivi dell'apprendimento (capacità di comprensione ed espressione orale) permette un guadagno del 50% sul tempo di integrazione.

Questo “training" si può integrare, con lo stesso successo, ad altri metodi pedagogici. In questo modo può far parte del programma pedagogico di qualsiasi struttura formativa e può essere utilizzato sia individualmente che collettivamente.

L'utilizzazione dello STAPS è vivamente raccomandata per 1'insegnamento delle lingue, in particolare in assenza di insegnante di lingua materna.

Le facoltà percettive individuate e poi riattivate dall'utilizzazione dello S.T.A.P.S. continuano ad evolvere dopo il periodo di traning.

 

SOCRATES è un programma di sostegno all'educazione e alla formazione iniziale. Questo programma, creato dalla Comunità Europea, apporta un sostegno e completa l’azione degli Stati membri in materia di educazione (insegnamento superiore, insegnamento scolare, sistema educativo. . . . . ). La ricerca AUDIO-LINGUA, si inserisce nel quadro del seguente obiettivo:

Sviluppare la dimensione europea negli studi e migliorare la conoscenza delle lingue dell'Unione Europea.

 

 

 

 

 

ONLINE:ORMAZIONE NUOVI TERAPISTI 2022 IN ITALIANO 

 

 Online: Training course for new therapists in audio-psycho-phonology 2022 in english  

 

 ONLINE UPDATING SEMINAR FOR THERAPISTS IN AUDIO-PSYCHO-PHONOLOGY IN NOVEMBER 2022

 


PRINCIPI DI BASE DI FUNZIONAMENTO DELL'ORECCHIO 

ELETTRONICO A EFFETTO TOMATIS



Tutto inizia più di cinquanta anni fa, dal confronto di due serie di osservazioni. In qualità di otorinolaringoiatra e figlio di un cantante lirico, Tomatis si ritrova a trattare molti artisti con la voce rovinata.
Nello stesso periodo però, Tomatis dirige i Laboratori di Acustica dell’Aeronautica Militare Francese, dove deve esaminare le persone che hanno avuto l’udito deteriorato lavorando ai banchi di prova dei reattori supersonici, per sapere se bisogna indennizzarli. Contemporaneamente al danno acustico, Tomatis osserva molto spesso una deformazione molto netta della voce e si chiede se l’udito danneggiato non sia la causa dei problemi della voce, anche nel caso dei cantanti, nei quali il danno acustico potrebbe essere stato causato dalla loro stesso voce utilizzata ad alto volume in ambiente acustico inappropriato.

 

Approfondendo le sue osservazioni, Tomatis è colpito dal parallelismo esistente tra l’esame audiometrico dei soggetti esaminati e la curva di inviluppo dell’analisi spettrale della loro voce: inizia allora una serie di sperimentazioni portanti sulle reazioni e contro-reazioni dell’udito sull’emissione vocale. Per far ciò utilizza due montaggi:

 

 - uno che permette di visualizzare la scomposizione armonica dei suoni emessi (analisi spettrale) attraverso l’utilizzo di un microfono e di un analizzatore.

 

- l’altro che dà la possibilità di modificare a piacere l’ascolto del soggetto partecipante all’esperimento; la sua voce è captata da un secondo microfono collegato a un amplificatore le cui caratteristiche di risposta a livello della cuffia indossata dal soggetto sono modificabili grazie a un gioco di filtri (passa-alto/passa-basso/passa-banda) permettendo così di far variare il modo di ascoltare del soggetto e di conseguenza il suo modo di controllarsi.

 

L’importanza straordinaria delle contro-reazioni che si manifestano nella sperimentazione autorizza Tomatis ad affermare che esiste un vero e proprio circuito chiuso di auto-informazione il cui captatore di controllo, al momento dell’emissione a livello dell’apparato fonatorio, non è altro che l’orecchio, e che ogni modificazione imposta a questo captatore produce istantaneamente una modificazione considerevole dell’atto vocale, facile da osservare a livello visivo e uditivo e controllabile fisicamente sul tubo catodico dell’analizzatore.

Così, essendo accertato che una modalità espressiva vocalica legata ad un condizionamento dell’apparato fonatorio esteriorizzantesi attraverso un atto vocale conosciuto, risponde a una maniera di ascoltare determinata da un condizionamento più o meno complesso dell’insieme dell’apparato uditivo; essendo accertato inoltre che ogni modificazione di questo modo di ascoltare genera un nuovo atto vocale, Tomatis prova allora a modificare il condizionamento difettoso con un nuovo condizionamento, calcolato sulla base di una curva d’ascolto ideale (quella di un grande professionista della voce, ad esempio).

Fin dalle prime sedute si constata che sussiste una rimanenza temporanea di questo nuovo stato, e dopo un certo periodo di allenamento, essa diventa permanente.

Per realizzare praticamente questo processo, Tomatis mette a punto un apparecchio che sarà chiamato Orecchio Elettronico a Effetto Tomatis.

 

LE QUATTRO LEGGI FONDAMENTALI DI TOMATIS

 

Raoul Housson, riprendendo questo esperimento nel 1957 nei Laboratori di Fisiologia delle Funzioni della Sorbona, lo conferma interamente, e raggruppa questo insieme di contro-reazioni audiofonatorie sotto il nome di Effetto Tomatis.

Questo è definito da quattro leggi:

La voce contiene ciò che l’orecchio percepisce.

Se si restituisce all’orecchio traumatizzato la possibilità di ascoltare correttamente le frequenze mal percepite, queste si trovano ristabilite nell’emissione fonatoria, istantaneamente e all’insaputa del soggetto.

Generalizzando questa relazione audiofonatoria ad un orecchio normale:

L’orecchio trasmette all’apparato fonatorio le modificazioni uditive che gli vengono imposte artificialmente.

Tomatis, essendosi posto la domanda di sapere come l’orecchio poteva conservare il beneficio di questo esercizio e migliorare progressivamente, approda alla quarta legge:

L’ascolto forzato, alternativamente imposto e soppresso, arriva a modificare permanentemente l’ascolto e la fonazione.

 

L’ORECCHIO ELETTRONICO E LA SUA MODALITA’ D’AZIONE

Questa apparecchiatura è un complesso elettronico comportante degli amplificatori, dei filtri e un gioco di bascule elettroniche. Esso può essere utilizzato in due modalità:

 

1. L’informazione trasmessa da un magnetofono passa attraverso l’O. E. prima di arrivare all’orecchio del soggetto tramite una cuffia (training puramente uditivo).

 

2. L’informazione trasmessa dal magnetofono è percepita e riprodotta dal soggetto durante i bianchi sonori ripartititi sul nastro magnetico: la voce dell’allievo è captata da un microfono,modificata dall’O. E. e restituita in cuffia in tempo reale (training audio-vocale).

 

L’O. E. agisce modellando l’informazione all’interno di una banda passante determinata, al fine di sopprimere gli scotomi (cadute della curva d’ascolto su certe frequenze) e dare alla curva la progressione necessaria (pendenza ascendente) per una percezione e un’analisi frequenziale di qualità ottimale.

 

Esso inoltre offre al messaggio sonoro due percorsi possibili: un canale corrisponde alla messa in tensione del timpano e dei muscoli del martello e della staffa, un altro agisce sulla loro distensione; è necessaria allora una semplice regolazione per far passare alternativamente l’informazione da un canale all’altro, provocando così un movimento continuo di tensione e distensione dei meccanismi muscolari adattatori dell’orecchio medio.

 

Questa microginnastica protratta per un certo tempo produce un fenomeno di rimanenza che crea un condizionamento muscolare progressivo e permanente: l’orecchio medio diviene così capace di compiere da solo, spontaneamente e correttamente le regolazioni necessarie alla trasmissione dei suoni.

 

Queste diverse funzioni sono assicurate da alcuni insiemi elettronici:

 

I filtri: ripartiti su due livelli, formano i due canali e modulano il passaggio delle frequenze (uno, ad esempio, può lasciar passare in maniera preferenziale le frequenze elevate e l’altro le frequenze gravi).

 

La basculla: essa regola le andate e venute successive da un canale all’altro; è una sorta di porta che si apre e si chiude secondo le variazioni d’intensità del messaggio sonoro.

 

L’equilibrio: per preparare l’orecchio destro a divenire direttore, il rapporto delle intensità sonore, corrispondenti ai due auricolari della cuffia è progressivamente differenziato per riduzione dell’intensità a sinistra.

 

Per quanto riguarda l’informazione sonora propriamente detta, essa è costituita da un insieme di nastri magnetici registrati in laboratorio, il cui ordine di diffusione è determinato dal programma concepito in funzione del caso trattato; si tratta essenzialmente di musica e di voce umana, elaborata eventualmente elettronicamente, in pratica più o meno filtrata su determinate frequenze.

 

LA PROGRAMMAZIONE DEL MATERIALE SONORO

 

Il programma rieducativo è concepito seguendo le norme della disciplina audio-psico-fonologica; esso ha come scopo di far percorrere al paziente il cammino sonoro ideale che egli avrebbe dovuto seguire a partire dalla sua vita fetale, poiché è da esso che dipendono la qualità del suo ascolto e di conseguenza, le sue facoltà di espressione.

 

Dalla comunicazione carnale del feto con l’utero materno agli scambi verbali più fecondi, il cammino è lungo e disseminato di trappole, giacché in ogni momento della sua evoluzione, la relazione del soggetto con l’ambiente può essere disturbata, indebolita o decisamente tagliata.

 

Il metodo consiste, appoggiandosi sul fatto che esiste già una comunicazione tra il feto e la madre, a suscitare nel soggetto il desiderio che questa comunicazione si prolunghi dopo la nascita, con la madre prima, poi con il padre e infine con la società.

 

L’itinerario inizia con il “dialogo” intra-uterino e si conclude con l’inserimento del soggetto nel contesto comunicazionale sociale.

 

L’orecchio è dunque rituffato nelle condizioni di un vissuto molto lontano, il più antico che gli è stato possibile percepire.

 

A quest’epoca però, l’ascolto del feto è caratterizzato dal fatto che esso si esercita in ambiente acquatico, essendo immerso nel liquido amniotico. L’informazione sonora (suoni filtrati) è ottenuta facendo passare il suono attraverso dei filtri elettronici che realizzano artificialmente un’audizione simile a quella che si otterrebbe attraverso degli strati d’acqua.

 

Generalmente, per questo scopo si utilizza la voce materna registrata su nastro magnetico o la musica di Mozart. L’esperienza ha permesso di constatare che i temi musicali sono più efficaci quando sono ricchi di frequenze acute e si avvicinano ai ritmi mozartiani e al canto gregoriano.

 

Dopo un certo numero di sedute di suoni filtrati, si effettua quello che viene chiamato “parto sonoro”, cioè si fa passare il soggetto da un’audizione in ambiente liquido ad una in ambiente aereo, cioè l’ascolto a cui siamo normalmente abituati, dove il suono viaggia semplicemente attraverso l’aria. A questo scopo, nel corso di alcune sedute il filtraggio può passare da 8000 Hz a 100 Hz. Gli effetti di questa fase sono generalmente profondi e l’evidenza clinica ha mostrato che viene data la possibilità al soggetto di recuperare dei vissuti emotivi correlati ad una tappa cruciale della propria esistenza.

 

Dopo il parto sonoro si inizia la fase attiva dove, il soggetto si prepara ad incontrare l’altro (l’universo sociale); si posano le prime strutture del linguaggio, attraverso degli esercizi di lettura e/o ripetizione di parole e frasi attraverso il controllo dell’orecchio elettronico.

 

Da qui il soggetto passa ad una fase che gli permette di incontrarsi ed accettarsi, il materiale sonoro l’aiuterà allora a liberare il linguaggio; i suoi autocontrolli sono rinforzati per garantirgli un buon adattamento alle sue realtà e alle condizioni di esistenza imposte dall’ambiente.

 

L’ASCOLTO INTRAUTERINO

 

Domande che favoriscono un approccio al problema del linguaggio:

 

Come arriva l’essere umano a produrre dei suoni articolati?

 

Perché sente il bisogno di produrli?

 

La prima di queste domande potrebbe sorprenderci, perché sembra evidente che l’essere umano parla in quanto è dotato di un apparato espressamente destinato ad assolvere questa funzione.

 

Questa affermazione in realtà è falsa, in quanto non esiste un organo fisiologicamente concepito a questo fine. La parola ha utilizzato l’esistente per costruirsi; un primo insieme costituito di una parte del sistema digestivo: le labbra, la bocca, il velo palatino, la lingua, i denti, e un secondo insieme proveniente dall’apparato respiratorio: la laringe, le fosse nasali, i polmoni, il diaframma, la cassa toracica.

 

Così, per mettersi al servizio della parola, la laringe si è allontanata dalla sua funzione primaria. Si è liberata, in un certo senso. E questa liberazione è coincisa con quella dell’orecchio, inizialmente destinato a localizzare i suoni, ha iniziato ad analizzarli.

 

Riguardo la seconda domanda, Tomatis afferma che ciò che è importante non è tanto poter parlare quanto voler parlare; perché la scimmia da un punto di vista strettamente fisiologico potrebbe parlare, però non lo fa.

 

All’origine del linguaggio, secondo Tomatis, deve esistere un desiderio, che non può essere altro che quello di comunicare con l’altro; è la ricerca di una situazione conosciuta, vissuta, rimpianta, nel corso della quale si è rivelata la nozione profonda di comunicazione, da dove parte la prima presa di coscienza della relazione. Ma come nasce questa pulsione?

 

E’ a partire dalle osservazioni di uno zoologo inglese che Tomatis elabora la sua risposta. Questo autore, Negus, aveva notato che se le uova di uccelli canterini erano covate da uccelli non canterini, gli uccelli nati da quella covata non cantavano.

 

Ancora, se le uova erano covate da uccelli che cantavano, però in un'altra maniera, i piccoli avrebbero avuto molte probabilità a sbagliarsi di canto dopo la nascita.

 

Sembra dunque che un condizionamento audio-vocale sia possibile già allo stadio dell’uovo.

 

E se fosse così anche per il genere umano?

 

Delle esperienze condotte sui neonati da altri ricercatori indicarono a Tomatis che egli era sulla buona strada: “la madre crea il suo bambino, gli dà un nido dentro il suo ventre, lo nutre, lo prepara alla vita attraverso un dialogo costituito da tutti i contatti che ella può avere con lui. La comunicazione sonora è il più importante di questi contatti, in quanto la madre si rivela al feto attraverso i suoi rumori organici, viscerali e soprattutto tramite la voce. Il bambino assorbe tutta la sostanza affettiva di questa voce che parla, ne è impregnato; integra in questo modo il supporto della lingua materna”.

 

Si tratta della prima comunicazione audiovocale, dalla quale l’embrione, quando tutto va bene, attinge un sentimento di sicurezza che aiuta il suo sbocciare.

 

Il desiderio di comunicare non è altro allora che il desiderio di non interrompere, o eventualmente di rinnovare, una relazione (acustica) con l’altro così soddisfacente.

 

Ma se il feto sente, non è certo alla nostra stessa maniera. Dalla nascita alla maturità l’apertura dell’orecchio è progressiva; e lo stesso parto apporta una modifica fondamentale nell’ascolto, perché l’orecchio, adattato all’ambiente liquido della vita intrauterina, deve bruscamente accomodarsi ad un ambiente aereo che presenta un diverso fattore di impedenza acustica.

 

Tomatis spiega che prima della nascita, le tre parti dell’orecchio – esterno, medio e interno – sono acusticamente adattate alle stesse frequenze; queste sono praticamente quelle dell’acqua, e si trovano nella zona dei suoni acuti. Alla nascita avviene un vero e proprio parto sonoro. L’orecchio medio e in particolare la Tromba di Eustachio trattengono del liquido amniotico per circa dieci giorni dopo il parto, così che i due livelli medio e interno dell’orecchio restano accordati sulle frequenze dell’ambiente liquido. Dopo circa dieci giorni tutto si spegne, perché la Tromba di Eustachio si svuota della sostanza liquida e il neonato perde la sua percezione dei suoni acuti, diventando momentaneamente come sordo.

 

Grazie ad un lungo e progressivo apprendimento, che dura delle settimane, l’orecchio cerca di aumentare il suo potere d’accomodamento lavorando sulla tensione timpanica, al fine di ritrovare, poco a poco, attraverso l’aria circostante, il contatto che aveva con questa voce che lo cullava nel profondo del suo universo uterino.

 

Messo in presenza di problemi psicologici la cui origine si situa sicuramente a livello delle prime tappe dello sviluppo dell’individuo, Tomatis ha l’idea di fare rivivere a livello sonoro questi periodi, riuscendo ad ottenere, attraverso delle semplici informazioni acustiche, delle reazioni psicologiche profonde estremamente intense, e la cessazione di alcuni sintomi.

 

Tomatis si rendeva conto, così, che attraverso il suono era possibile rinnovare le relazioni primordiali con tutti gli aspetti decondizionanti che una simile esperienza può dare e potenziare il desiderio di comunicare con l’ambiente circostante, senza il quale non può esserci un buon equilibrio psicologico.

 

In questo processo, l’immenso vantaggio deriva dal fatto che i suoni filtrati attraversano il talamo senza che questo operi delle censure eccessive. Il talamo è una parte del cervello. E’ una massa nervosa sottocorticale, che agisce sotto forma di filtro che coordina, interpreta e valuta le diverse sensazioni prima di essere trasmesse alla coscienza (corteccia)

 

Se il talamo ha una “resistenza o viscosità” troppo grande, a causa di un’affettività perturbata da traumatismi anche antichi, l’informazione che raggiunge questa regione va ogni volta a risvegliare i traumi iniziali e rischia di non arrivare alla corteccia in maniera completa.

 

Inviando l’informazione sonora filtrata delle frequenze gravi e medie, contenente soltanto frequenze elevate, ricche di energia e scarse di semantica emotiva ed esistenziale, il talamo permette un passaggio più rapido verso la corteccia, la quale, venendo vivificata può controreagire sul talamo. In questo modo, la corteccia, aumentando il suo campo cosciente, assume più facilmente le difficoltà dolorose. In queste condizioni il soggetto può prendersi più facilmente “in carico”.

 

L’EFFETTO DI RICARICA CORTICALE

 

L’orecchio, prima di divenire un organo destinato a udire, ha la funzione di nutrire la corteccia con il suo potenziale di stimolazione sensoriale.

 

Non tutti i suoni però sono adatti provocare l’effetto di ricarica corticale. Sulla membrana basilare della coclea, le cellule del Corti sono più dense nella parte riservata alle frequenze acute, che in quella riservata alle frequenze gravi; la trasmissione alla corteccia di energia captata è perciò molto più forte quando essa proviene dalla zona degli acuti.

 

I suoni gravi per Tomatis non apportano energia a sufficienza e finiscono spesso per stancare l’individuo, in quanto stimolano delle risposte motrici attraverso la loro azione sul vestibolo (canali semicircolari, otricolo, etc.), che assorbono più energia di quanta ne possa fornire lo stimolo sonoro.

 

L’EQUILIBRIO NEURO-VEGETATIVO

 

Il nervo pneumogastrico, o decimo paio craniale, o Nervo Vago, estende la sua antenna sensoriale sulla membrana timpanica.

 

La sua presenza è importante, poiché è uno dei nervi che regolano i meccanismi dell’orecchio in funzione degli “umori” o stati d’animo del soggetto, e così come sa obbedire allo psichismo, così sa piegare quest’ultimo alle sue reazioni. Nel suo essere interfaccia intima tra l’essere e il corpo, nell’imbricazione delle sue interferenze multiple che gli valgono la denominazione di nervo Vago, esso è maestro della vita vegetativa e viscerale.

 

Il suo campo neuronico è immenso, tocca il timpano, la faringe, la laringe, i polmoni, il cuore, lo stomaco, il fegato, la milza, i reni, il pancreas, l’intestino, il retto, l’ano…

 

Grazie ad esso tutto può organizzarsi armoniosamente oppure disequilibrarsi; ciò dovesse avvenire, appare allora il corteo delle somatizzazioni diverse: la paura, l’ansia, l’angoscia, le bulimie, le anoressie, le angine, l’asma, le otiti, le riniti…

 

All’interno di questo quadro, l’orecchio può giocare un ruolo particolarmente nefasto; per Tomatis basta che esso si chiuda, vale a dire che rilasci la muscolatura del martello e che la staffa non venga più sollecitata. I suoni sono allora trasmessi in maniera molto parziale e vengono analizzati male; solo le frequenze gravi riescono a passare la barriera, trascinando il timpano, molto disteso, in un movimento troppo ampio che per reazione va a eccitare il ramo auricolare del Vago, con tutte le reazioni che ciò produce nella sfera neurovegetativa.

 

Il training audiovocale con l’orecchio elettronico, aiuta la postura d’ascolto dell’orecchio verso gli acuti. In questo modo l’eccitazione del nervo pneumogastrico si attenua e questa attenuazione va ad inondare il mondo viscerale. Il soggetto esperisce questo come un’impressione di benessere e di liberazione da un fardello dal contenuto difficilmente discernibile. La respirazione migliora, l’ansia e le contratture muscolari si attenuano, la distensione generale può manifestarsi.

 

LA VERTICALITÀ E LA POSTURA D’ASCOLTO

 

L’orecchio assicura, grazie ai canali semicircolari, una funzione di equilibrio che determina le nostre attitudini posturali. La verticalità favorisce la pienezza dell’ascolto, in quanto tendere l’orecchio è anche tendere il corpo all’ascolto, al fine di offrire all’informazione le zone sensibili del nostro rivestimento cutaneo.

 

Si stabilisce allora un feedback continuo: l’ascolto migliora e trasforma l’atteggiamento posturale, mentre quest’ultimo permette a sua volta all’ascolto di perfezionarsi grazie al messaggio che inizia ad arrivargli in maniera più fedele grazie ad un miglior dispiegamento della via corporea.

 

E’ facile tramite l’orecchio elettronico provocare sperimentalmente dei cambiamenti di atteggiamento posturale in funzione di particolari modificazioni dell’ascolto.

 

Imponendo un ascolto ricco in frequenze acute, si osserva, nel momento in cui la fonazione del soggetto si anima, una correlazione posturale impressionante: la colonna vertebrale si allinea, la cassa toracica si apre, il soggetto cerca una migliore attitudine dorsale tramite la rotazione del bacino in avanti, il viso si distende e si mobilizza in maniera armonica.

 

Una curva d’ascolto opposta, invece, che favorisca i gravi, produce una contro-reazione posturale che va in senso inverso alla precedente.

 

Ricordiamo anche che il consumo energetico relativo al mantenimento della nostra postura è minimo quando il corpo è in equilibrio, dritto e verticale.

 

La capacità che ha l’orecchio interno di svolgere queste funzioni gli viene dalla sua appartenenza ad un blocco neurologico molto complesso che ingloba il labirinto, il cervelletto, la corteccia e il corpo: esso tiene così sotto il suo controllo tutti i muscoli motori del corpo e ne coordina la motricità, il suo ruolo è essenziale nella presa di coscienza del corpo da parte della corteccia.

 

L’ORECCHIO DESTRO E LA LATERALITA’

 

L’osservazione della modalità di autocontrollo della voce in un cantante mostra che il controllo che egli effettua non è della stessa qualità se questo è effettuato con l’orecchio destro o con l’orecchio sinistro.

 

Inviando del rumore ad una certa intensità sull’orecchio sinistro ad un cantante tramite una cuffia, in modo da fargli perdere il controllo tramite l’orecchio sinistro, si nota che egli canta ancora bene e in certi casi addirittura meglio di prima. Al contrario, se è l’orecchio destro a essere messo fuori circuito, il soggetto prova immediatamente una grande difficoltà a gestire qualitativamente la voce.

 

Tomatis ebbe occasione di ripetere questa esperienza con degli strumentisti e con degli attori e ogni volta il controllo dell’emissione vocale o strumentale era qualitativamente migliore tramite i circuiti dell’orecchio destro.

 

Se i due orecchi servono a localizzare i suoni in quanto la bilateralità uditiva favorisce l’angolazione, sembra che l’accesso al padroneggiamento del linguaggio non può avvenire che scegliendo come antenna di captazione della colata verbale l’orecchio destro; l’orecchio sinistro da una “visione” globale dell’ambiente sonoro, il destro può focalizzare un suono ben preciso e analizzarlo finemente.

 

Perché questa asimmetria? Perché gli impulsi che partono dal cervello devono arrivare alla laringe affinché un suono sia prodotto. A questo livello esiste un’asimmetria: l’emilaringe destra beneficia di un nervo ricorrente motorio molto più corto del suo collaterale. Il ricorrente destro si dirige verso la parete laterale della laringe dopo aver incrociato in basso l’arteria sottoclavicolare destra; mentre il ricorrente sinistro entra nel torace e forma un’ansa sotto l’aorta, prima di raggiungere il lato sinistro della laringe.

 

Di conseguenza il tempo di percorrenza degli impulsi nervosi è differente; l’orecchio destro si trova più vicino degli organi fonatori dell’orecchio sinistro. I deficit legati all’autocontrollo uditivo destro producono spesso dei problemi dell’espressione orale e scritta; in certi casi lo studio di una lingua straniera o del canto possono risultare difficoltosi. In concomitanza si nota un abbassamento evidente del rendimento delle facoltà di memorizzazione, attenzione e concentrazione.

 

L’IMMAGINE DEL CORPO

 

L’immagine del corpo è una nozione essenziale, e generalmente mal definita.

 

L’essere umano è prima di tutto un sistema nervoso ricoperto di una guaina somatica, e l’immagine del corpo per l’uomo è l’utilizzazione del suo campo neuronico, utilizzazione che varia secondo gli individui e i fattori accidentali che li distinguono gli uni dagli altri.

 

Questa immagine è il più sovente molto diversa da ciò che sarebbe un’immagine perfettamente obiettiva; e la sua importanza risiede nel fatto che la nostra apparenza, la nostra postura e il nostro comportamento sono sotto la sua dipendenza diretta.

 

Inoltre, solo la sua integrazione corretta può apportare l’abilità corporea della quale l’essere umano ha bisogno nelle sue diverse attività, che sia la pratica di uno sport, di uno strumento musicale o la semplice guida di un’automobile.

 

Il virtuoso possiede la sua immagine corporea ad un punto tale che vi integra lo strumento della sua attività e lo spazio dove s’immerge (l’insieme dell’orchestra, ad esempio); così l’arciere Zen diventa una cosa sola con l’arco e con il bersaglio. E questo viene centrato più facilmente. Come si crea quest’immagine?

 

L’aria non smette di muoversi sotto l’impulso del suono: ogni essere è immerso in una struttura che lo scolpisce, in quanto il suono non si dirige solo sull’orecchio, ma sul corpo tutto. L’orecchio certamente ne è divenuto il captatore principale, ma si tratta della differenziazione progressiva di una parte di pelle, che, all’origine non si distingueva dal resto della superficie cutanea.

 

Il corpo è quindi preso in una rete di pressioni e impulsioni che lo stimolano in tutti i suoi punti. Poco a poco, la sommatoria di tutte queste eccitazioni crea un’immagine del corpo integrata.

 

Il gioco di stimolazioni può essere provocato in modo differente, esiste però un mezzo privilegiato, capitale: è il linguaggio, in quanto il suono che produciamo noi stessi imprime in permanenza una miriade di piccoli tocchi (pressioni acustiche) su tutto il nostro sistema nervoso periferico. In funzione delle parole che utilizziamo, noi andremo a toccare più o meno certe parti del nostro corpo.

 

Il linguaggio sensibilizza progressivamente le zone sensoriali rilevatrici delle onde acustiche della “colata verbale”. Le zone più sensibili a questa informazione si trovano là dove le fibre nervose specializzate nella rilevazione della pressione sono più dense (viso, parte anteriore del torace, addome, palmo della mano, faccia dorsale della mano destra a livello della pinza pollice-indice, interno delle membra inferiori, pianta del piede).

 

Da qui ne deriva che per offrire la maggior parte di questa superficie corporea al suono, la verticalità diventa un obbligo, se si vuole avere una perfetta padronanza della parola.

 

Da qui si potrebbe dedurre un principio essenziale: se l’immagine del corpo è la conseguenza del linguaggio, migliorando la parola si potrebbe rimodellare il corpo, poiché la nostra postura e il nostro modo di muoverci sono modellati da essa…

 

Ma è evidente che se noi siamo in qualche sorta scolpiti dai suoni che emettiamo, lo siamo ugualmente dai suoni che emette l’altro; allora in questa prospettiva un dialogo può essere visto come il modo in cui due individui si mettono in vibrazione l’un l’altro; e la qualità della loro inter-comunicazione dipende dalla compatibilità delle loro immagine corporali, legate esse alla coerenza delle loro curve d’ascolto. Due soggetti che presentano delle curve distorte e poco simili tra di esse hanno poche probabilità d’intendersi, in quanto, nel senso letterale del termine, non sono su sulla stessa lunghezza d’onda.

 

In sintesi una buona immagine corporea realizza l’aderenza assoluta del corpo reale e del corpo immaginato: è l’immagine grazie alla quale si può essere sé stessi fino all’ultima cellula e potersi ingaggiare in una dinamica comportamentale armoniosa.

 

        

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Così scriveva Alfred Tomatis nel 1977 nella prima edizione della sua autobiografia “L’orecchio e la vita”, alla pagina 319:
 
“Sono stato molto copiato, molto saccheggiato, ma non me ne viene nessuna amarezza. Arriverei a dire che se la contraffazione delle macchine che ho messo a punto permettesse di guarire più pazienti, sarei il primo a festeggiare.
Quello che mi infastidisce, che mi rattrista, è che la più parte dei contraffattori non si accontentano di sfruttare le idee altrui; vogliono far credere al mondo di essere delle persone geniali, come un pittore che volendo plagiare La Gioconda le aggiungesse un gran cappello e un ombrello perché a suo parere “le dona”. In generale, i miei borsaioli operano invano: registrando pochi successi terapeutici, non hanno fatto fortuna. La manifestazione di questa sorta di giustizia immanente, si spiega, ancora una volta, con la mancanza di modestia dei falsari, che non hanno saputo limitarsi a riprodurre il modello così com’è. Sicuri di essere molto più furbi dell'inventore stesso, hanno voluto batterlo sul suo stesso terreno. Ogni volta, è questo desiderio di “miglioramento”, basato sull'ignoranza delle realtà psicofisiologiche, a determinare la loro sconfitta”.

 


METODO TOMATIS

Il
Metodo Tomatis, o metodo audio-psico-fonologico, è stato ideato dal prof. Alfred Tomatis, otorinolaringoiatra e chirurgo, nato a Nízza nel 1920 da genitori italiani. Fin dal 1945 il prof. Tomatis ha dedicato la sua vita, prima in Francia, poi all’estero (Canada, Stati Uniti, Europa, dove le sue teorie e le loro applicazioni sono ampiamente diffuse), alle ricerche sull'audizione, il linguaggio e la comunicazione, evidenziando così la relazione esistente tra orecchio, linguaggio e psiche.
Il prof. Tomatis condusse le sue ricerche dapprima nel laboratorio d’audiologia dell'Aeronautica Francese e successivamente nel suo centro di audiologia medica. Analizzando un campione di soggetti che svolgevano le proprie attività lavorative in ambienti particolarmente rumorosi (banco di prova per motori a reazione, banco di prova per motori a scoppio, ribattitura di lamiere in cantieri navali, martello pneumatico, ecc.), osservò che le frequenze dei suoni che l’orecchio non riusciva a percepire, erano le stesse che la voce non riusciva a emettere.
Proseguendo le sue ricerche su un campione di soggetti più grande e variegato (tra cui anche i cantanti), Tomatis dedusse che questa era una caratteristica generale valida per qualsiasi soggetto: la persona non è in grado di riprodurre con la voce quelle frequenze che non è in grado di udire.

Successivamente, nei Laboratori di Fisiologia delle Funzioni della Sorbona, il professore Raoul Husson, importante studioso francese della fonazione e del linguaggio, provò che ogni modificazione del modo di udire comporta una modificazione nell'emissione vocale, confermando la scoperta di Tomatis, che Husson battezzò "Effetto Tomatis": l'apparato fonatorio emette le frequenze che il sistema uditivo riesce a percepire.

A partire da questa intuizione il Prof. Tomatis portò avanti le sue ricerche su un piano multidisciplinare, avvalendosi di studi di audiologia, fonologia e psicologia. Nacque il metodo audio-psico-fonologico o metodo Tomatis, presentato poi all'Accademia delle Scienze e all'Accademia di Medicina di Parigi (1957-1960).


II
metodo Tomatis è una tecnica di stimolazione sonora e un intervento pedagogico col fine di migliorare il funzionamento dell'orecchio e attraverso di esso la comunicazione verbale, il desiderio di comunicare e imparare, la consapevolezza dell'immagine corporea, il controllo audiovocale e quello motorio.

Il bilancio iniziale viene effettuato da un terapista dell'ascolto formato sotto la supervisione del prof. Alfred Tomatis o di un suo allievo.

Il bilancio prevede il test d’ascolto, un'anamnesi personale e dove indicati un test di  dominanza laterale e dei test grafici.

 

L'orecchio umano ha la capacità di svolgere, normalmente, le seguenti funzioni:

 

 1) Percepire i suoni

 2) Elaborare i suoni senza distorsione

 3) Distinguere suoni alti e bassi (percezione nitida dei suoni)

 4) Percepire l'origine spaziale dei suoni

 5) Prestare attenzione ai suoni che si vogliono ascoltare ed evitare quelli che non si vogliono

     ascoltare (concentrazione)

 6) Trasmettere energia al cervello tramite il segnale nervoso del suono (ricarica corticale)

 7) Integrare e coordinare le informazioni provenienti dai movimenti dei muscoli (funzione vestibolare)

 8) Mantenere l'equilibrio, gestire la postura e il rapporto con la gravità

 9) Stimolare e mantenere l'equilibrio neurovegetativo grazie ad un ramo del nervo vago che innerva una parte dell'orecchio medio

10) Controllare la fonazione

11) Controllare l'abilità musicale

 

Queste funzioni possono essere alterate a qualsiasi età a causa di incidenti, malattie, traumi emotivi, cattive abitudini acustiche. Attraverso l'uso delle tecniche sviluppate dal dr. Alfred Tomatis è possibile ridare all'orecchio la sua efficienza essenziale, quando la causa non è un danno organico. Spesso quello che sembra essere una difficoltà organica o sensoneurale è, almeno in parte, dovuto ad uno scarso funzionamento o ritardato sviluppo della capacità di ascolto. A questo cattivo utilizzo dell’orecchio possono conseguire difficoltà d’apprendimento, mancanza di motivazione, facile stancabilità e in certi casi depressione.


Un orecchio che
funziona bene è descritto come un orecchio che ascolta bene, che può in pratica concentrarsi tra tutti i suoni della gamma dell'udibile su quelli che vuole ascoltare e tagliare fuori, momentaneamente, quelli che non interessano; esso può percepire ed analizzare ogni parte dello spettro sonoro con il massimo di velocità e precisione e nello stesso tempo integrare i movimenti muscolari di tutto il corpo attraverso la sua parte vestibolare.


Un
buon orecchio ha la sua controparte in una voce di buona qualità e tonalità. Vale a dire una buona voce riflette un buon orecchio (effetto Tomatis). Noi ascoltiamo, parliamo, cantiamo, suoniamo, leggiamo, scriviamo e impariamo con il nostro orecchio.

Il bilancio iniziale di ascolto identifica le capacità funzionali dell'orecchio diagnosticandone forze e debolezze.
Il test di ascolto fornisce una comparazione dell'ascolto della persona con un orecchio ideale ben funzionante basata sui seguenti requisiti:

 

 1) una soglia d'udibilità dentro la norma;

 2) una selettività uditiva aperta per l'analisi e la comparazione dei suoni per determinare la loro

     differenza l'uno  dall'altro e la direzione di questa differenza (toni più alti e toni più bassi);

 3) una precisa spazializzazione dei suoni per l'identificazione della direzione della sorgente sonora;

 4) una curva d'ascolto ascendente fino a 3000 - 4000 Hz con una stabilizzazione a questo livello e una

     leggera caduta nelle frequenze più alte, per permettere una più facile discriminazione fra i suoni;

 5) un'attenzione maggiore ai suoni che si vogliono ascoltare rispetto agli altri;

 6) uniformità di ricezione e un'assenza di distorsione nella curva di risposta dell'orecchio;

 7) un equilibrio tra conduzione ossea e conduzione aerea in ogni orecchio e tra i due orecchi;

 8) una dominanza audiovocale destra per un controllo neurologicamente efficiente dell'analisi del suono
     direttamente  dall'orecchio destro al centro del linguaggio dell'emisfero sinistro;

 9) integrazione vestibolare delle informazioni muscolari e sensorie per un effettivo controllo motorio;

10) percezione dei suoni ad alta frequenza per energizzare e ricaricare il cervello.

 

Il venir meno di uno o più di questi parametri produce una percezione disarmonica che si traduce in un ascolto non equilibrato e, di conseguenza, in un cattivo apprendimento e insicurezza.

Secondo Tomatis, un problema di ascolto che non è il risultato di una causa organica generalmente ha un'origine emozionale o proviene da cattive abitudini di ascolto apprese durante l'infanzia.

In migliaia di casi studiati il dr. Tomatis ha osservato che molti pazienti raccontavano di situazioni nei primi anni di vita in cui rifiutavano di accettare certi stimoli provenienti dall'ambiente, più particolarmente quelli del linguaggio parlato. Particolari situazioni di vita, portavano all'esclusione delle informazioni al fine di proteggersi. Chiudersi all'informazione sonora è di fatto possibile. A livello fisiologico questo si manifesta con un rilassamento dei muscoli dell'orecchio medio. Questo stato di flaccidità, simile alla chiusura delle palpebre per l'occhio, impedisce considerevolmente il passaggio del suono, senza che per questo la persona diventi sorda. Sfortunatamente non è così facile per l'orecchio, come lo è per l'occhio, aprirsi di nuovo. I muscoli dell'orecchio medio rimasti inattivi per molto tempo hanno perso la loro tonicità. I suoni sono percepiti in maniera imprecisa e, come risultato, sono analizzati in maniera non corretta: in altre parole l'ascolto è impedito.


Al fine di aiutare l'orecchio umano a stabilire o ristabilire il suo pieno potenziale, il dr. Tomatis ha sviluppato un
metodo di rieducazione all'ascolto che utilizza musiche elaborate da una speciale
apparecchiatura chiamata Orecchio Elettronico.

Le sedute di rieducazione e i test progressivi di controllo e le consultazioni vengono programmati dopo il bilancio iniziale (bilancio audio-psico-fonologico).

 

II programma, intensivo, è così suddiviso: una prima parte, generalmente di ascolto passivo, senza cioè esercitazioni audiovocali, della durata di 30 ore per due-tre ore circa al giorno. Segue un periodo di 4-10 settimane di intervallo che serve alla persona ad integrare i nuovi modelli di ascolto; dopodiché segue una seconda fase di 20 ore, sempre di due ore circa al giorno, in cui si continua il training passivo e se il programma lo richiede, si eseguono esercizi attivi di lettura ad alta voce con  il feedback dell'Orecchio elettronico, e particolari esercizi per raggiungere il controllo audiovocale e mantenerlo índipendentemente dall'Orecchio Elettronico. Nel caso di applicazioni per il canto o la musica la persona esegue esercizi di canto o di esecuzione strumentale con il feedback dell'Orecchio Elettronico. La lunghezza del programma varia in dipendenza della motivazione personale e del grado di difficoltà.

Un programma medio si articola su 3 cicli: il primo di 30 ore, il secondo di 20 ore e il terzo di 20 ore, con 4-10 settimane di intervallo tra un ciclo e l'altro. Durante le sedute allla persona vengono inviati, attraverso una cuffia collegata con l'Orecchio Elettronico, suoni (musiche, canti) filtrati elettronicamente per stimolare la capacità di messa a fuoco dell'orecchio. Man mano che l'orecchio migliora il suo potere selettivo, la persona riesce a percepire i suoni con minore distorsione ed analizzarli con più precisione su tutta la gamma delle frequenze, dai suoni fondamentali agli armonici più elevati.

Per un orecchio non allenato, la frequenza fondamentale di un suono spesso maschera il suo spettro armonico e la persona ha delle difficoltà a controllare il timbro della voce (l'insieme degli armonici più elevati). Di conseguenza la voce rimane piatta, senza modulazione. Migliorando l'ascolto la persona ha l'opportunità di migliorare la qualità, la fluidità, la modulazione e l'articolazione della voce, con gran beneficio per sé e per le persone che ascoltano. L'interesse nel campo dell'insegnamento e del lavoro è vasto. Una voce che trasmette energia e interesse, invita più facilmente all’ascolto.

La rieducazione dell'ascolto può essere di grande aiuto all'allievo in difficoltà scolastica, il quale, non percependo i suoni con sufficiente chiarezza per ricostruire in tempo reale il discorso dell'insegnante arriva a stancarsi dopo un'ora di lezione e ad interessarsi più al rumore di fondo presente in classe più che alla voce dell'insegnante.


Il training può aiutare il musicista
che non riesce a sintonizzare il proprio orecchio all'ascolto del suono emesso dallo strumento o dalla voce per meglio regolare la melodia. Ascoltando la musica filtrata attraverso l'Orecchio Elettronico, i muscoli dell'orecchio medio sono allenati ad accomodarsi sugli armonici più elevati di ogni sorgente sonora, migliorando così gradualmente il timbro della voce o dello strumento. Molti cantanti ed attori usano il metodo per affinare le proprie potenzialità o per assimilare velocemente specifici copioni e spartiti.

La migliorata chiarezza percettiva porta ad una migliore gestione dello schema corporeo e della motricità, che va ad influire sulla padronanza dello strumento oltre che della voce.
Insieme all'orecchio, il corpo tutto ascolta e ciò avviene attraverso la percezione ossea. Una persona che ascolta bene diventa più cosciente del proprio corpo e durante il training audiovocale acquisisce una
migliore postura d'ascolto. Sviluppa una schiena diritta, ma non rigida, la testa prende la giusta distanza dalle spalle con collo e mascella rilassati; il torace si apre per favorire un'ampia respirazione. Ricordiamo che Tomatis ha scoperto che il modo di ascoltare condiziona anche il modo come ci muoviamo e la nostra postura tramite la relazione coclea-vestibolo. Basta osservare il diverso modo di stare in piedi e di muoversi di persone appartenenti a gruppi linguistici diversi. Leggere a questo proposito la sezione "Ascolto, Postura e Lingue" in questo sito.

Tomatis ha studiato le molte funzioni dell'orecchio umano, scoprendo che primariamente esso è un sistema per produrre la ricarica corticale e favorire il potenziale elettrico del cervello. Il suono è trasformato in stimolo nervoso dalle cellule dell'Organo del Corti nell'orecchio interno, inviato alla corteccia cerebrale e da lì all'intero organismo per dinamizzarlo e tonificarlo.

Non tutti i suoni producono quest’effetto di ricarica. Tomatis fa notare che sulla membrana basilare le cellule del Corti sono maggiormente addensate nell'area responsiva alle alte frequenze che in quella responsiva alle basse frequenze. Per questo, le alte frequenze sono più ricaricanti che le basse frequenze. Inoltre i suoni di bassa frequenza non solo inviano energia al cervello in modo insufficiente, ma possono anche affaticare la persona inducendo risposte motorie che assorbono più energia di quanto l'orecchio riesca a produrne.

Le persone che hanno tendenza ad essere stanche o depresse, hanno spesso una voce piatta, senza tono, con un contenuto molto scarso di alte frequenze. L'effetto energizzante della musica contenente molte frequenze acute, è di notevole aiuto anche a persone che hanno subito danni neurologici o altri problemi fisici, che sfociano spesso in un abbassamento generale dell'energia.

L'aumentata ricarica corticale risultante dall'ascolto di musica ricca di frequenze acute si traduce in un aumento della motivazione personale, maggiore facilità nel lavoro, un abbassamento del livello di fatica, un accresciuto senso di vitalità, un miglioramento dell'attenzione, concentrazione e memoria, e minore bisogno di sonno nel caso la persona tende a compensare il calo di energia dormendo molto.

Tutti questi fattori, ma soprattutto l'accresciuta capacità di concentrazione e memoria, possono aiutare considerevolmente la persona a migliorare la comunicazione e l'apprendimento.

Tomatis ha dimostrato che le funzioni vestibolare (equilibrio) e cocleare (decodifica dei suoni) dell'orecchio sono unificate in un unico sistema. Anatomicamente il nervo vestibolare è presente a ogni livello del midollo spinale ed è da lì direttamente connesso con tutti i muscoli del corpo.

La stimolazione dell'orecchio tramite la musica filtrata agisce sull'immagine corporea migliorando la consapevolezza e il controllo di tutti i segmenti corporei. Inoltre il sistema vestibolare controlla la consapevolezza temporo-spaziale richiesta nel ritmo e nell'equilibrio. Molti sportivi, soprattutto sciatori, anche famosi, integrano gli allenamenti con sedute d'ascolto.

Tomatis spiega come il nervo vago, il ramo sensorio auricolare del nervo pneumogastrico regola, attraverso le sue ramificazioni, la faringe e i diversi organi del corpo. Il ramo auricolare innerva la superficie esterna della cassa timpanica formando così una connessione tra la nostra vita neurovegetativa interna e il mondo esterno. La persona esperimenta un riequilibrio del sistema neurovegetativo, che si riflette in un miglioramento del sonno e dell'appetito.

L'ascolto di musica filtrata attraverso l'Orecchio Elettronico migliora la tensione della membrana timpanica, la quale, quando è tesa, attenua l'ampiezza della vibrazione del ramo sensorio auricolare e di conseguenza regola il nervo vago. Questa regolazione è generalmente esperita dalla persona come una sensazione di benessere, come una liberazione da un pesante fardello dal contenuto mal definito. La persona diviene più fiduciosa nelle proprie possibilità, più consapevole delle proprie capacità e più desiderosa d’usare la propria voce in maniera assertiva.

Le sessioni audiovocali (parte attiva) consistono in ripetizioni di parole e di testi, alternate con sedute di canti e musica (filtrata e non). Le parole e i testi portano progressivamente l'orecchio ad ascoltare sull'intero range di armonici dell'informazione sonora. Durante la ripetizione di parole e frasi, la voce della persona, captata da un microfono, viene modificata dall’Orecchio Elettronico e restituita alla stessa tramite una speciale cuffia. I filtri adattano la voce sull’intero spettro sonoro, parlato e musicale, al fine di dare un controllo di alta qualità ed un'analisi dei suoni più efficiente.

Poiché la laringe può emettere soltanto gli armonici che l'orecchio riesce a percepire (Effetto Tomatis, dimostrato alla Sorbona nel 1957), la parola, la frase o il passaggio musicale sono emessi sotto un controllo più preciso. Quando l'orecchio ascolta bene, il corpo intero è coinvolto nel processo. L'apprendimento viene facilitato e nuovi modelli possono venire integrati e sviluppati. Gli effetti positivi, nelle difficoltà scolastiche, sono notevoli e documentati.

In proseguimento al programma audiovocale si consiglia alla persona di praticare a casa ogni giorno un esercizio fonatorio per almeno mezz’ora. L’esercizio consiste in una lettura ad alta voce, mantenendo una buona postura audiovocale e tenendo la mano destra vicino alla bocca al fine di rafforzare la dominanza audiovocale destra. In questo modo, la qualità, il ritmo e la fluidità della voce migliorano. Una volta che la persona ha completato il programma, essa è molto più motivata a lavorare e ad imparare, più capace a integrare nuovi modelli con minore difficoltà.

Mentre molti ricercatori stanno iniziando ad investigare l'importanza dell'orecchio nella nostra vita, il Metodo Tomatis offre un programma appositamente studiato per lavorare alla sorgente di molti problemi funzionali, emozionali e relazionali, legati ad un cattivo utilizzo dell’ascolto. Un metodo sorprendentemente veloce che ha un impatto a largo raggio sulla salute e il benessere della persona.

 

Nelle altre sezioni del sito troverete uno sviluppo degli argomenti indicati in questa pagina.

 

 

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